Approfondimenti tecnici

La progettazione di aree verdi e giardini

La progettazione degli spazi verdi non può essere improvvisata, ma, al contrario, necessita di professionalità e criteri ben precisi. Obiettivo primario è l’incontro fra le esigenze del committente e le competenze dei vari soggetti coinvolti nella realizzazione del progetto.

Lo studio accurato dell’area su cui intervenire è il punto di partenza essenziale: bisogna conoscerne le caratteristiche per ottimizzare sia la fase realizzativa, sia il risultato finale e la sua futura manutenzione. Logica vuole che, in questo senso, risulti essenziale l’analisi del terreno, per migliorarne non soltanto la fertilità chimica, ma soprattutto quella biologica. I vegetali infatti vivono in sinergia con un’infinità di altri organismi, come funghi, batteri e insetti. Un buon equilibrio dell’ecosistema permette a tutti i suoi componenti di prosperare, offrendo nel complesso un risultato migliore anche all’utente umano di quel sistema. Più in concreto, un ambiente equilibrato è al contempo efficiente, quindi meno impegnativo da mantenere (anche dal punto di vista economico).

All’equilibrio dovrebbe tendere tutta la progettazione. L’architetto, che predispone i volumi, le forme, l’accostamento dei colori e la loro successione spaziale, non può prescindere dall’appoggio dell’agronomo che, seguendo lo schema progressivo prato-erbacee-cespugli-alberi, determina quali siano i vegetali più adatti a soddisfare sia le necessità dell’ambiente, sia le aspettative del committente e le conseguenti richieste dell’architetto. L’agronomo dovrebbe scegliere le piante valutando, per esempio, le zone più o meno illuminate dal sole, tenendo presente inoltre che una disposizione su aree omogenee per esigenze idriche faciliterà il lavoro dell’idraulico, oltre a rendere più efficace e meno costoso il servizio dell’impianto di irrigazione.

In presenza di abitazioni all’interno del sito, sarebbe poi buona regola evitare di collocare alberi sempreverdi e voluminosi in direzione dei punti da cui la casa riceve maggiore illuminazione solare: per lasciare all’edificio ombra e fresco d’estate, ma luce e calore d’inverno, meglio dislocare piante caducifoglie a sud, riservando le sempreverdi per il lato nord. Altro esempio di buona progettazione è quello relativo alla scelta dei vegetali da inserire lungo il perimetro, soprattutto quando coincide con delle strade: per evitare problemi di buon vicinato e di sicurezza, non piantare alberi ad alto fusto sui confini, ma, eventualmente, siepi ben selezionate e facili da contenere.

Altra opera basilare, già citata in precedenza, è quella dell’idraulico. Poiché l’acqua è una risorsa fondamentale, oltre che un costo significativo, sarà fondamentale disegnare l’impianto dopo attenti calcoli e valutazioni, che tengano presenti sia le caratteristiche dell’area, sia la disponibilità di acqua in base all’approvvigionamento. Richiede attenzione anche la scelta dei materiali più adatti, per avere un impianto che funzioni bene e duri nel tempo.

Ultimo, ma non meno importante, il ruolo della ditta realizzatrice, che si assumerà la responsabilità di fare da collante fra i vari soggetti coinvolti nell’opera e dovrà garantire la qualità del lavoro, selezionando con cura i componenti del futuro sistema, dalle sementi per il prato alle piante in vivaio. Naturalmente tutta la fase di realizzazione vera e propria dovrà essere svolta con precisione e competenza, per esempio preparando il terreno al meglio con materiali organici (fondamentali anche in fase di manutenzione: un prato in salute è forte, resiste alle invasioni di infestanti e non ha bisogno di interventi chimici), mettendo a dimora gli esemplari scelti con criterio e cautela (evitando piantumazioni troppo fonde e fissaggi che disturbino o danneggino la pianta, anziché favorirne uno sviluppo saldo) e irrigando con professionalità e misura (anche un dosaggio eccessivo può essere dannoso).